il triangolo moderno: noi, il nostro I-phone e i nostri figli…

Spinta dalle riflessioni di Sherry Turkle, illuminante maestra, antropologa del ciberspazio e guru dei nostri fulgidi anni Novanta, che nel suo ultimo libro, dalle fosche tinte apocalittiche, dipinge una società dipendente dalla connessioni virtuali, animata da zombie persi dietro i loro schermi e incapaci di guardare oltre, ho dedicato 5 minuti di lucidità (quelli per l’appunto nei quali non ho uno schermo davanti) a pormi la seguente domanda:

-perché i bambini fanno dell’I-phone questione di vita o di morte e lottano incessantemente per strapparlo di mano ai genitori? cosa avrà quest’oggetto di chimicamente irresistibile persino per i treenni?

L’oziosa domanda è stata posta direttamente agli interessati, tramite una breve intervista, fatta in collaborazione con Elisabetta Ranieri, a 5 bambini dai 3 ai 10 anni.

Risposte? molte, a mio avviso, e sopratutto diverse da quelle ben più articolate date dai tanti report che si dedicano periodicamente a sezionare il mercato degli utenti di telefonini.

Ampie ricerche di mercato sottolineano l’uso comunicativo degli smartphone http://www.youtube.com/watch?v=LwxUfvMd6ug, ma, a mio avviso, sotto i dieci anni è davvero difficile che i bambini abbiano un utilizzo economicamente rilevante del telefonino, non disponendo ancora, nella maggior parte dei casi, di una propria autonomia finanziaria.

Altre ricerche, come quelle di Barbara Scifo sulle Culture mobili,  ne evidenziano il ruolo di oggetto simbolico, sopratutto per i teenagers.

Ma questa spinta a usare il telefonino come status symbol pare assumere un ruolo importante mano a mano che i bambini crescono, e con essi i loro “ormoni sociali”…

Dal mio piccolo esperimento sul campo, i motivi di tanto entusiasmo sono pre-economici e pre-simbolici, sono altri:

-i bambini lo usano per fare foto, registrare, e fare brevi, “divertenti” (almeno per loro) video caricaturali;

-i bambini lo usano come surrogato delle console di videogame, quando, per motivi di forza maggiore, sono costretti a staccarsene. Il telefonino batte la console perché “è sempre con noi”… sopratutto quando i genitori, stremati e indaffarati, devono far passare 5 minuti di tempo ai loro figli..

-i bambini trovano irresistibile il touch screen, e per loro questo è un gioco a sè, indipendentemente dal contenuto.

Insomma, secondo me, e invito il pubblico di “ologi” a dibatterne, l’utilizzo degli smart phone da parte dei bambini è prettamente ludico: lo usano come strumento per imitare e riprodurre il reale, spesso imitando altri prodotti mediali (ad esempio cartoni animati, canzoni, fiction preferite), e con questo usano un nuovo mezzo per fare un gioco vecchio come il mondo, quello della mimesi.

E adesso è il momento di scomodare un altro “ologo” di prima fama: hackerando a mio uso la terminologia di J.D. Bolter, affermo che i bambini usano gli smart phone per “rimediare” ovvero trasformare imitando, precedenti media e prodotti mediali, come prodotti tv, radio, canzoni e idoli di ogni dove.

Questa la mia a-scientifica impressione… ma invito mediologi, bambinologi e telefonologi a confutarla e/o arricchirla con loro esempi e opinioni.

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