vivere o fotografarsi (su Fb?) riflessioni da Calvino

L’ultimo report di Pew Internet Research mostra l’ascesa inarrestabile dell’immagine e del fotografabile sui Social Networks.

Secondo il report Photos and Videos as social currency online ,infatti, il 46% degli utenti internet americani posta foto originali e video creati da loro, e il 41 % rielabora foto e video che hanno trovato in rete.

Tutto ciò mi ha fatto inaspettatamente ripensare e rileggere il racconto di Calvino “l’avventura di un fotografo”, contenuto nella raccolta Gli amori difficili...

Quanto ci sarebbe servito Calvino oggi…

credo che le sue riflessioni sulla fotografia siano attualissime, oggi che, come mostrano le ricerche, la comunicazione, anche quella interpersonale, si serve sempre più di immagini…

Sarò breve, come sarebbe piaciuto a “Lui”…(non a Twitter, ma a Calvino ;-)

“…Perché una volta che avete cominciato, [...] non c’è nessuna ragione che vi fermiate. Il passo tra la realtà che viene fotografata in quanto ci appare bella e la realtà che ci appare bella in quanto è stata fotografata, è brevissimo. ][...] Basta che cominciate a dire di qualcosa: “Ah che bello, bisognerebbe proprio fotografarlo!” e già siete sul terreno di chi pensa che tutto ciò che non è fotografato è perduto, che è come se non fosse esistito, e che quindi per vivere veramente bisogna fotografare quanto più si può, e per fotografare quanto più si può bisogna: o vivere in modo quanto più fotografabile possibile, oppure considerare fotografabile ogni momento della propria vita. La prima via porta alla stupidità, la seconda alla pazzia”…

Mi fermerei qui, lasciando a voi il piacere di leggere questo racconto, e rileggerlo in un’ottica facebookcentrica…

anzi.. aggiungerei solo quest’altra, lancinante, frecciata di attualità:

“cosa vi spinge, ragazze, a prelevare dalla mobile continuità della vostra giornata queste fette temporali dello spessore di un secondo? Lanciandovi il pallone vivete nel presente, ma appena la scansione dei fotogrammi si insinua tra i vostri gesti non è più il piacere del gioco a muovervi ma quello di rivedervi nel futuro, […]

il gusto della foto spontanea naturale colta dal vivo uccide la spontaneità, allontana il presente”..

Ecco quello che, spesso, mi capita di pensare quando vedo una foto su Facebook, o, peggio quando, mentre lancio un pallone, mi ritrovo galvanicamente a pensare “questa la posto su Facebook”…

Secondo me per capire di SNS, oltre alle statistiche, bisognerebbe leggere di più Calvino…

 

 

 

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