La mia famiglia e altri social

Nel corso degli ultimi anni si è parlato molto del ruolo dei social network nel ridefinire le relazioni pubbliche, tra utenti, costruendo un nuovo spazio sociale permeato, sopratutto, dai cosiddetti weak ties.

I weak ties, o anche detti “legami deboli”, sono le relazioni che manteniamo in maniera funzionale, che apriamo e chiudiamo a nostro piacimento, che gestiamo in regime di “bassa intensità” e che consideriamo funzionali, sopratutto, ad alimentare la nostra rete di informazioni, collegamenti, “ganci”. Sono loro, secondo gran parte della ricerca sociologica degli ultimi anni, a costituire la massa critica decisiva delle nostre relazioni digitali.

Eppure, oggi i social network costituiscono una parte interessante anche delle nostre relazioni più intime. Attraverso di essi, spesso, comunichiamo con il partner, gestiamo articolate saghe familiari a distanza, intessiamo un dialogo intergenerazionale, rappresentiamo sentimenti ed emozioni modulando in maniera sempre più sapiente la nostra rappresentazione pubblica e privata.

Sono nate, per questo, persino specifiche applicazioni, come il Social Network Path, nato espressamente per gestire i legami intimi, senza “mettere in piazza” i propri sentimenti con chiunque e importanti ricerche, come quella di Pew Internet Project intitolata, proprio, Networked Families o il lavoro italiano Facebook per genitori, a cura di Giovanni Boccia Artieri.

Su questo tema, mi fa piacere presentare un piccolo contributo, frutto di una ricerca empirica, che io e Simona Tirocchi (Università di Torino) abbiamo realizzato negli scorsi mesi: si tratta del saggio “Networked families. Media e Social nelle relazioni familiari”, all’interno del libro (G. Greco, a cura di) Pubbliche intimità. L’affettivo quotidiano nei siti di Social Network, uscito questo mese per Franco Angeli.


1097_1_6

Attraverso questa piccola ricerca qualitativa, abbiamo esplorato cose come:

-in che modo i media, e in particolare i social, sono entrati a far parte  delle relazioni familiari tra genitori e figli?

-i social e la comunicazione mediata aiutano o complicano la vita nel rapporto genitori-figli?

-ci sono media e media, anche nelle relazioni familiari: allora meglio skype o whatsapp per chiedere il permesso di andare a una festa, e per fare pace dopo un litigio?

Interviste a madri, padri e figli, in età adolescente, ci hanno accompagnato in un viaggio umanissimo dove, diversamente dall’immagine funesta dei personaggi di Alone Together, di Sherry Turkle (2013), i media non hanno il ruolo di allontanare, ma piuttosto di rinnovare le pratiche e le danze comunicative che da sempre accompagnano lo scenario social forse più complesso di tutti: la famiglia d’origine.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

     

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

© Socialarium. Il mio acquario social
CyberChimps